Benedetta Tv-Anche C’è Posta per Te profuma di Sanremo con Mahmood. Su Sky Julio Velasco da leggenda

Mahmood

Da quando è tornato in onda C’è Posta Per Te la gara degli ascolti del sabato sera ha un esito scontato. Anche ieri il programma di Maria De Filippi ha sbaragliato la concorrenza. Ha radunato più di 4 milioni e 300mila telespettatori sfiorando il 30% (29.8%). La puntata si è aperta con Mahmood chiamato a suggellare una travagliata storia d’amore. Come abbiamo appena detto C’è Posta Per Te vince a mani basse tutte le settimane, non ha certo bisogno del traino di Sanremo per ottenere un buon risultato. Maria De Filippi, però, ha sentito il bisogno di cominciare la puntata successiva al Festival con uno dei co-conduttori dell’ultima edizione. Credo che sia un riflesso condizionato di chi lavora in tv. In queste settimane se non c’è almeno un riferimento a Sanremo nel tuo programma sembra che manchi qualcosa. Su RaiUno la semifinale di Ora o Mai Più non va oltre il 15%. Della gara tra cantanti all’ultima spiaggia condotta da Marco Liorni faremo un bilancio la prossima settimana dopo la finale. Un buon risultato l’ha ottenuto anche il ritorno di Indovina Chi Viene a Cena su RaiTre. La rubrica di inchieste e approfondimenti riguardanti il mondo del cibo guidata da Sabrina Giannini ha raggiunto quasi un milione di telespettatori con il 5.1%. Su questo programma mi permetto un paio di osservazioni.

Sabrina Giannini un po’ troppo maestrina nell’insegnarci le “sane abitudini di vita”

Una doverosa premessa. Il compito che una rubrica come Indovina Chi Viene a Cena svolge è indubbiamente meritorio. Le inchieste di Giannini in stile Report (da cui lei proviene) sulla qualità dei cibi che mangiamo quotidianamente, sulle industrie farmaceutiche che speculano su integratori o ancor peggio, non si preoccupano degli effetti collaterali di medicine che dovrebbero far dimagrire, sono più che necessarie. Promuovere stili di vita più salutari ed ecosostenibili è molto utile. Quello che infastidisce è il tono sempre un po’ accusatorio della conduttrice nei confronti del pubblico. Quell’atteggiamento un po’ da maestrina, del “so tutto io” da cui Giannini non esce mai, sia che sia in studio o in esterna. I valori che vengono trasmessi poi, spesso appaiono un po’ troppo utopici o quanto meno non realizzabili se non per una piccola porzione di persone privilegiate. Così son bravi tutti.

La longevità è certamente positiva ma qual è il suo prezzo?

Basti un esempio per spiegare il concetto. Nella puntata di ieri sera è stato dato grande spazio alle colline del Cilento. È una delle zone del nostro paese in cui è maggiore la presenza di ultra centenari. Per questo motivo scienziati di tutto il mondo stanno indagando se ci sia una ragione genetica piuttosto che puramente ambientale alla base di questa particolare situazione. Tra le caratteristiche che accomunavano tutte queste persone sono emerse: il clima particolare della zona, un olio extravergine con proprietà straordinarie e il fatto che sono vissuti all’aria aperta, coltivando la terra con pochissimi contatti con la tecnologia. Quindi qual è l’invito che Giannini ha rivolto al pubblico che la seguiva? Trasferirsi tutti sulle colline in provincia di Salerno? Trasformarle in un’altra Roccaraso? Come è possibile che l’olio del Cilento diventi un alimento a disposizione non dico del mondo ma anche solo dell’italiano medio? Tralasciando il paradosso dei secoli di evoluzione civile, culturale, scientifica che ci sono voluti anche per studiare un fenomeno come l’alta longevità, spazzati via dalla proposta di uno stile di vita appena superiore a quello dell’età del bronzo.Un ultimo appunto. Di alcuni di questi centenari è stata mostrata l’attuale condizione. Signore che passano la giornata sul divano, o nella piazza del paese. A uno, in particolare è stata tributata una festa dai suoi concittadini in occasione del centesimo compleanno. Una celebrazione che tutto era fuorché invitante. Una di quelle situazioni dove si leggeva persino sulla faccia del festeggiato, naturalmente un po’ inebetita, la voglia di fuggire. Va bene cercare di allungare la vita ma vedere quel signore che sopravvive tra gli ulivi senza neanche la consolazione di un cantiere da osservare insieme ad altri suoi coetanei mi ha messo molta malinconia.

Buffa Talks con Julio Velasco un’occasione da non perdere

Alla vigilia di Sanremo, Sky ha mandato in onda e messo a disposizione On Demand una lunga intervista a Julio Velasco allenatore della nazionale femminile di Pallavolo, vincitrice dell’oro alle ultime olimpiadi di Parigi. Fa parte della serie Buffa Talks un programma in cui Federico Buffa e il direttore di Sky Sport Federico Ferri incontrano campioni ed esponenti di spicco di tutte le discipline sportive. Solitamente in una puntata viene raccontata la vita e le imprese dell’atleta ospite. Per Julio Velasco ce ne sono volute tre. Nella prima si narra l’adolescenza e il contesto in cui è cresciuto l’allenatore in Argentina negli anni della dittatura del generale Videla. Nella seconda i suoi metodi di allenamento. Nella terza la sua storia, dal suo arrivo in Italia all’inizio degli anni 80, i suoi successi con la Panini Modena, la costruzione della “generazione di fenomeni” della nazionale maschile che vinse tutto negli anni ’90, fino alle vittorie recenti della nazionale femminile. Julio Velasco è un personaggio unico. Moltissime sue frasi sono diventate meme motivazionali sui social. Sentirlo parlare è una delle cose più affascinanti che possa capitare. Ogni cosa che dice ha uno spessore inconsueto rispetto alla banalità a cui siamo abituati. Ogni sua osservazione, anche solo di commento a una situazione di gioco, riecheggia una visione del mondo mai scontata e che lascia tracce nella vita di chi lo ascolta. Guardare questi tre episodi è davvero un’occasione imperdibile. Non bisogna essere appassionati di sport per apprezzarle anzi. Velasco non parla di sport si occupa d’Altro.