Benedetta Tv – Antonella Clerici con la banda di The Voice Senior vince la serata. Torna Crozza, ma ridere è difficile

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Un ottimo debutto per Antonella Clerici con The Voice Senior, che ottiene il 24% di share con 3 milioni e 700mila telespettatori. Le Onde del Passato su Canale 5 cala quasi di due punti e si ferma al 14.8%. Dimostrazione che, se una cosa è fatta male, il pubblico se ne accorge. Buona anche la ripartenza di Fratelli di Crozza sul Nove. Quasi un milione e 100mila spettatori con il 6.1%.

The Voice Senior tutto bene, ma se ne sentiva davvero il bisogno?

Seguendo il vecchio adagio per cui “squadra vincente non si cambia” la banda di The Voice è sempre la stessa. Che i protagonisti siano bambini, adulti o anziani c’è sempre Antonella Clerici alla conduzione e Arisa, Clementino, Gigi D’Alessio e Loredana Bertè come coach. Tutto bene… I talenti over 60 erano tutti molto dotati. Le loro storie coinvolgenti e raccontate con cura. La prima puntata della versione senior è stata interessante anche dal punto di vista sociologico. I concorrenti hanno portato, con successo, canzoni di Battisti, Police addirittura Pink Floyd. È la musica della loro adolescenza del resto. A conferma del cambiamento dei tempi, gli unici due partecipanti che non hanno superato la blind audition si sono esibiti con brani dell’immediato dopoguerra: Mambo Italiano e Quando Calienta el Sol. Un altro momento notevole della puntata è stato quando Anna Oxa si è presentata in “incognito” come se fosse un concorrente e ha cantato una versione inconsueta di Un’Emozione da Poco. I coach, comunque, non hanno tardato a riconoscere il suo timbro inconfondibile.

Tutto bene dicevamo, uno show praticamente senza sbavature. C’è un però. È appena terminato Sanremo. Stasera, sempre su Rai 1,c’è la semifinale di Ora o Mai Più. Possibile che l’unica scelta nel campo del varietà di intrattenimento sia la gara canora? Non sono programmi economici, basti pensare che richiedono un’orchestra che si esibisca dal vivo. Sul serio non ci sono idee, autori, produttori in grado di proporre e realizzare un programma che si discosti da quel modello? Mi sembra impossibile. Più plausibile è che i vertici delle reti siano mossi più dalla paura di un passo falso nel proporre una novità e che optino per “l’usato sicuro”. Ma attenzione, la prima legge dello spettacolo è che il pubblico ha voglia di essere sorpreso, stupito. In un periodo di emorragia di ascolti forse assumersi qualche rischio in più potrebbe essere lungimirante.

The Voice Senior su Rai 1
The Voice Senior su Rai 1 – www.7colli.it

Un ritorno di Fratelli di Crozza un po’ agghiacciante

La prima puntata della nona stagione di Fratelli di Crozza si è aperta con una strepitosa (come al solito) parodia di Donald Trump. L’effetto ottenuto però, più che comico, è stato di smarrimento. I tentativi di mettere alla berlina i continui annunci del neoeletto presidente americano, paradossalmente, sono stati più deboli di quelli che quotidianamente Trump fa. Tutto il pezzo comico è stato proprio un corto circuito del paradosso. Provo a spiegarmi. La satira usa come tecnica quella dell’iperbole. Per prendere in giro un’affermazione ne costruisce un’altra che partendo dagli stessi presupposti ha un effetto di conclamata assurdità. Per quanto Crozza/Trump provasse a usare paradossi su possibili nuovi decreti della Casa Bianca, come quello per l’eliminazione dell’umanità dal momento che non è quotata in borsa, in realtà non sembravano paradossi, ma plausibili decisioni dell’amministrazione americana del prossimo futuro. Più che risate ha suscitato brividi lungo la schiena.

Crozza
Crozza – www.7colli.it

Se la realtà è molto più pazzesca della satira poi è difficile mantenere la leggerezza

Nel resto della puntata Maurizio Crozza ha indossato di nuovo i panni dei suoi cavalli di battaglia: Vittorio Feltri, Vincenzo De Luca, Flavio Briatore, Carlo Calenda. Tutti molto divertenti, ma l’amaro in bocca di quella partenza ne ha condizionato il pieno godimento. “Mala tempora currunt” diceva Cicerone. Dopo due millenni la sua constatazione è più attuale che mai. Speriamo che artisti come Maurizio Crozza trovino le strade giuste per scongiurare che si realizzi la seconda parte del detto del più famoso retore della storia: “sedpeioraparantur”.