Benedetta Tv – Belcanto con Vittoria Puccini: un debutto così e così su Rai 1. Su Nove la qualità di Teresa Mannino paga

La prima puntata della nuova (ennesima) fiction di Rai 1 Belcanto ha vinto la serata con un ascolto però non esaltante, appena superando il 20% (20.7). Eppure era stata super promossa. A partire dal palco dell’Ariston. Negli ultimi giorni, poi, le reti Rai hanno continuato a ricordarne il debutto con una sorta di countdown, trattamento riservato ai grandissimi eventi della programmazione. Che qualcosa sia andato storto lo dimostra anche il resto degli ascolti della serata.
Il Grande Fratello dopo parecchie puntate risale e totalizza il 17%. Non è stata una puntata eccezionale con grandi colpi di scena se si eccettua l’elezione di Jessica Morlacchi come seconda finalista dell’edizione. La scelta però è avvenuta ben oltre la mezzanotte quando ormai i giochi (degli ascolti) erano fatti. Per il resto 99 Da Battere su Rai 2 perde qualcosina, ma resiste con il 5.9% di share. La super prestanza fisica di Jason Momoa su Italia1 con Aquaman conquista l’8.4% (terzo ascolto della serata). I talk di Rai 3,Rete4 e La7 pareggiano al 5%. Lo spettacolo di Teresa Mannino sul Nove, Il Giaguaro Mi Guarda Storto, ottiene il 4.6% ma il numero di telespettatori è pari a quello dei talk. Anzi qualcuno in più.

Belcanto su Rai 1: un’idea debole e complicata allo stesso tempo
Belcanto è ambientata a metà dell’800 e racconta di una madre napoletana in fuga insieme alle due figlie dal marito violento, che approda a Milano dove cerca di crearsi una nuova vita aiutando le figlie a farsi strada nel mondo della lirica (lo show business del tempo). Le situazioni delle tre protagoniste ricalcano quelle di altrettante eroine del melodramma italiano, da Verdi a Puccini. Purtroppo, le storie di famiglie disfunzionali in cui i componenti vivono in attesa di un riscatto è uno degli argomenti più abusati nel recente panorama televisivo.
L’efficacia con cui lo affronta Maria De Filippi a C’è Posta Per Te è difficilmente eguagliabile e rende tutto il plot della fiction un po’ scontato con una sensazione di dejà vu. Il gioco di rimandi tra la trama di Belcanto e quella delle opere liriche presuppone una competenza da parte del pubblico sul melodramma ormai smarrita, se non per pochissimi melomani. Credo che per molti la reazione davanti alla fiction sia oscillata tra il “già visto” e il sentirsi esclusi.

Teresa Mannino: si può ancora ridere pensando
Il Giaguaro Mi Guarda Storto è l’ultimo spettacolo che Teresa Mannino ha portato in Tournee nei teatri italiani lo scorso anno. La serata che il Nove ha deciso di registrare e mandare in onda ieri sera è quella che l’attrice ha recitato al Massimo di Palermo, il più grande teatro lirico d’Italia. Palermo è anche la città di origine di Mannino.
Il recital è stato un’occasione di riabbracciare le sue radici, con uno spettacolo che è anche, in qualche modo, un bilancio dei 25 anni di carriera. È una Mannino matura quella de Il Giaguaro Mi Guarda Storto che, abbandonati i cliché sulle differenze tra nord e sud che hanno per tanto tempo caratterizzato la sua comicità, ripercorre la sua vita, dalla prima infanzia al suo essere madre cinquantenne di un’adolescente, con grande autoironia. Nel racconto tocca anche temi importanti, visioni del mondo. Per esempio del narcisismo imperante nella nostra società attuale. Per farlo cita addirittura Protagora, ma con leggerezza. Gioca con il fatto che pochissimi nel pubblico sappiano chi sia il filosofo greco del V secolo a.C. Del resto «nel 500 avanti Cristo in Grecia tutti erano o guerrieri o filosofi se cercavi un elettricista potevi morire!». Si ride molto ma poi si riflette altrettanto, su noi stessi innanzitutto, e su un mondo in cui tutti vogliono emergere ma non sappiamo più ascoltare nella sua vastissima pluralità.
