Benedetta Tv – Il calcio ancora protagonista. Giallini con Rocco Schiavone batte Sciarelli e Bullock

Per la seconda serata consecutiva i quarti di finale di Coppa Italia trasmessi da Canale 5 la fanno da padrone in prima serata. La partita di ieri Juventus Empoli, terminata ai calci di rigore con la sorprendente eliminazione dei bianconeri, ha di sicuro aumentato il coinvolgimento del pubblico. È stata seguita, infatti, da più di 4 milioni e mezzo di telespettatori ottenendo il 22.4%. Rai 1 con il film del 2009 di Anne Fletcher Ricatto D’Amore con protagonista Sandra Bullock totalizza il 10%. Lo stesso identico ascolto di Chi l’ha Visto?, che anche in una serata come questa non mostra alcun cenno di defezione da parte del suo fedelissimo pubblico. Unica rete a oltrepassare la soglia, anche se di pochissimo, del 10% è Rai 2 con la seconda puntata della sesta stagione di Rocco Schiavone (che ha ottenuto il 10,3% di share).
Rocco Schiavone su Rai 2: un raro esempio di antieroe
La fiction dedicata alle avventure del vicequestore di Aosta, personaggio immaginario nato dalla penna di Antonio Manzini, è arrivata alla sesta stagione senza cali di successo. Fa parte di un genere particolare di fiction, quello in cui il protagonista è un personaggio controverso, spesso burbero e apparentemente scontroso. Sempre in lotta tra le contraddizioni che il rapporto tra legalità e giustizia spesso fa emergere. Non è un modello molto frequentato recentemente in Italia. A parte L’Ispettore Coliandro non ci sono altri esempi di serie nostrane dedicate ad antieroi. Tra quelle internazionali invece non si contano, basti citare Breaking Bad e il successo che l’ha accompagnata. Eppure, in passato ci sono sempre state fiction di questo tipo che hanno riscosso grande seguito da parte del pubblico. Da Arsenio Lupin a Vidocq. Per non parlare del successo tutto italiano di una figura come Diabolik.

Sei stagioni senza perdere il ritmo grazie anche a Marco Giallini
Al di là di questa analisi, quello che fa la fortuna di una serie sono la scrittura e la capacità interpretativa degli attori. Dal punto di vista narrativo Rocco Schiavone è scritta molto bene. I plot degli episodi si intrecciano perfettamente con le tante sottotrame che riguardano il protagonista ma anche tutti gli altri componenti del cast. L’interpretazione di Marco Giallini, poi, è esemplare. Al punto che sembra che la parte sia stata scritta avendo lui come modello. Uno di quei ruoli in cui, in qualche modo, il personaggio arriva a coincidere con la personalità dell’attore. Un po’ come Indiana Jones con Harrison Ford. Più volte l’attore ha ammesso che Rocco Schiavone gli somiglia e che non si stanca mai di interpretarlo. Forse è qui il segreto del successo della serie. Perché Rocco Schiavone con tutti i suoi difetti e il suo coraggio, i suoi dolori e le sue contraddizioni, le sue cadute ma il suo indomito desiderio di fare la cosa giusta, assomiglia a ciascuno di noi più di quanto vogliamo ammettere.

Antonino Monteleone con Linea di Confine torna a quello che sa fare meglio
Dopo Rocco Schiavone, su Rai 2 va in onda Linea di Confine, il nuovo programma condotto da Antonino Monteleone. Scontata la bocciatura di L’Altra Italia il conduttore torna alle sue origini di Iena con un programma di inchieste. Linea di Confine si occupa di famosi casi irrisolti che ancora oggi pongono interrogativi sulla storia del nostro paese. Ieri sera si è affrontato il delitto di via Poma. Anche perché una recente decisione del Gip del Tribunale di Roma ha disposto la riapertura delle indagini sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto ormai 35 anni fa. Monteleone è bravo a collegare i vari aspetti del caso e ancora di più nelle interviste ai suoi ospiti. È incalzante e non lascia mai spazio all’ambiguità delle risposte. Il contrario di Bruno Vespa, insomma. Affrontare la politica e l’attualità non faceva proprio per lui. Ad ognuno il suo mestiere.
