Benedetta Tv-Ora o mai più quanti errori, a partire da Marco Liorni. Vince Pierdavide Carone ma riuscirà a salvarsi dall’insuccesso del programma?

Come recita Paolo Bonolis nel recente spot di una nota azienda di divani «Che te lo dico a fa’?» Ieri sera C’è Posta Per Te con gli ospiti vip Gigi D’Alessio e Romelu Lukaku ha radunato 4 milioni e 300mila telespettatori stravincendo la gara degli ascolti con il 30.6%. La finale di Ora o Mai Più non convince nemmeno 2 milioni di persone e si ferma al 15.7%. Delle ragioni di questo risultato ci occuperemo tra poco. Ma la debolezza di RaiUno è sottolineata dal fatto che anche altre reti ieri sera come La7 con Gramellini e il Nove con Accordi & Disaccordi hanno totalizzato un ascolto più alto del solito (rispettivamente 6,6% e 3.6%).
Ora o mai più: anatomia di un insuccesso
Sono passati sei anni dall’ultima edizione, la seconda, del talent musicale ideato da Carlo Conti per RaiUno. Da allora sono cambiate molte cose. La conduzione, da Amadeus si è passati a Marco Liorni. La regia, da Stefano Vicario a Stefano Mignucci. La composizione della giuria da Ornella Vanoni, Loredana Bertè , Ricchi e Poveri e Toto Cutugno a Gigliola Cinquetti, Patty Pravo, Raf e Riccardo Fogli. Affrontiamole una alla volta.

La conduzione
Tra Marco Liorni e Amadeus non c’è partita. Quest’ultimo si è fatto le ossa nel mondo della radio degli anni 80, bocciato all’istituto agrario ha strappato un diploma in ragioneria ed è diventato un “animale da palco” con le serate in discoteca per arrivare al Festivalbar. Marco Liorni, invece, ha fatto il liceo classico, si è pure laureato e si vede. Ottimo inviato e perfetto conduttore di game show con il varietà ha qualche difficoltà. Gli manca l’istinto di saper cogliere le occasioni che si presentano e trasformarle in spettacolo. Agisce seguendo modelli rigidi e ripetitivi, adeguati a un gioco ma che in uno show di prima serata risultano noiosi. A tutti, concorrenti e coach, fa sempre le stesse domande «che effetto ti fa esibirti di nuovo con un inedito davanti al pubblico?» «qual è l’ultimo consiglio che vuoi dare al tuo ragazzo?». Alla fine Eva Stokholma, ospite insieme a Gino Castaldo della serata si è complimentata con Liorni per il fatto che non seguiva un “gobbo” ma andava braccio. Io dico che se avesse avuto un testo da seguire con qualche battuta in più sarebbe stato molto meglio.
La Regia
Come già notato in altre occasioni (L’Anno che Verrà) il varietà non è neppure la confort zone di Stefano Mignucci. Ancora più arduo il compito se si trova a sostituire un maestro del genere come Stefano Vicario. La ripresa delle esibizioni canore è spesso imprecisa con inquadrature squilibrate. Soprattutto molto spesso sullo sfondo appaiono persone che non c’entrano con l’azione che si sta mostrando, in una sorta di bombing inconsapevole che distrae lo spettatore.
La giuria
Spiace dirlo ma la riuscita di questo tipo di trasmissioni è molto legata alle caratteristiche dei giudici. Un po’ di perfidia, di competitività e ironia sono attributi necessari ad animare la gara. Tutto questo nelle scorse edizioni è stato garantito dalla presenza di personalità come appunto Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Ricchi e Poveri. Se però vengono sostituite da gente come Gigliola Cinquetti, elegantissima per carità ma l’esatto contrario dell’azzeccagarbugli, o Raf uno dei più riservati e timidi cantautori del panorama musicale è ovvio che scintille non se ne vedranno. Gli unici momenti un po’ sopra le righe li ha offerti Donatella Rettore, ma come dicevamo, Liorni non è stato in grado di coglierli dimostrandosi un pompiere involontario dei pochi momenti in cui nel programma si stava accendendo qualcosa.
La nota positiva di Ora o Mai Più: l’orchestra di Leonardo De Amicis
Una delle poche cose che non è cambiata rispetto alle prime edizioni di Ora o Mai Più è stata la direzione musicale affidata al maestro Leonardo De Amicis. I suoi arrangiamenti e le orchestrazioni sono stati la cosa migliore del programma. Bastino gli esempi di Dedicato interpretata dalla coppia Marco Masini Loredana Errore e La Sera Dei Miracoli da Gigliola Cinquetti e Pierdavide Carone. De Amicis ha dimostrato ancora una volta di essere un musicista sopraffino. Nelle sue note si sente amore per la tradizione da Morricone a Lloyd Webber, ma anche la grande lezione di Franco Battiato, soprattutto nell’uso degli archi. Purtroppo sono aspetti un po’ troppo raffinati e che richiedono una sensibilità non così diffusa nel pubblico. Certamente non bastano a contrastare il trambusto di emozioni che è in grado di mettere in campo ogni sabato sera Maria De Filippi. Per la cronaca ha vinto Pierdavide Carone con una canzone ben scritta e cantata ancora meglio. Almeno altri tre pezzi inediti sono stati migliori della media delle canzoni sanremesi (Pago, Carlotta e Matteo Amantia). Un ulteriore rammarico perché anche questo rischierà di essere travolto dal giudizio di insuccesso che inevitabilmente segnerà il programma.