Benedetta Tv – Riuscirà Francesca Chillemi a non far rimpiangere Elena Sofia Ricci? Anna Zhang, talento italo cinese, vince Masterchef 14

Passata l’ubriacatura della Coppa Italia, ieri la serata è stata vinta da Rai 1 con i primi due episodi dell’ottava stagione di Che Dio Ci Aiuti. Ha radunato quasi 4 milioni di telespettatori con il 22.8%. Il Grande Fratello perde due punti rispetto a lunedì, nonostante la fine della storia d’amore tra Lorenzo Spolverato e Shaila Gatta. Non raccoglie neanche 2 milioni di spettatori e si ferma al 15.3%. Del Debbio e Formigli pareggiano con i loro Talk al 5.7%. Geppi Cucciari con Splendida Cornice arriva al 6.1% e batte di un’incollatura Harry Potter su Italia1 (6%).
Che Dio Ci Aiuti 8 su Rai 1: una stagione delicata
Come è successo per Don Matteo con la sostituzione di Terence Hill da parte di Raul Bova, anche in Che Dio Ci Aiuti siamo di fronte a un cambio di protagonista. Se nella fiction ambientata a Spoleto però è stato chiamato un attore importante, esterno alle vicende raccontate fino a quel momento, a Che Dio Ci Aiuti il ruolo di protagonista è stato affidato a Francesca Chillemi presente fin dalla prima stagione.

Dopo mille vicissitudini come Azzurra Liberati, lei ha deciso di prendere il velo e diventare Suor Azzurra. Nel primo episodio di ieri sera, dal titolo significativo “Un nuovo Inizio”, l’azione si sposta dal convento di Assisi alla periferia di Roma, dove Azzurra è inviata come assistente in una casa famiglia. Elena Sofia Ricci, nel ruolo di Suor Angela, appare in qualche scena più con la funzione di rassicurare Azzurra/Chillemi che altro. Anche se nel cliffhanger con cui si chiude l’episodio si capisce che Suor Angela ha molti più legami di quelli che sembrano con la casa famiglia in cui ha inviato Azzurra. Cosa che con tutta probabilità diventerà una sottotrama importante per tutta la stagione. Nel secondo episodio, però, di Elena Sofia Ricci non c’è traccia e Francesca Chillemi deve sostenere la narrazione dell’episodio con le sue sole forze.

Elena Sofia Ricci e Francesca Chillemi: due recitazioni a confronto
Elena Sofia Ricci è una delle attrici italiane più brave e versatili. La sua Suor Angela è entrata nei cuori del pubblico perché lei è riuscita a rendere il personaggio tridimensionale. Il suo burrascoso passato, le sue intemperanze, ma la grande capacità di amare e di aiutare gli altri, i suoi dubbi e incertezze ma il senso di responsabilità nei confronti di chi ha bisogno di lei sono tutte caratteristiche in cui riconoscersi. L’attrice fiorentina è riuscita a interpretare un ruolo scomodo, quello della suora fin troppo facilmente rinchiudibile in un cliché, offrendone una versione da cui era impossibile non essere catturati.
La recitazione di Francesca Chillemi è sempre un po’ sopra le righe. Questo la rende un’ottima attrice brillante, ma meno quando si tratta di momenti più drammatici. Fa fatica a cambiare registro, cosa in cui invece Ricci è maestra. Ce la farà a non disperdere il successo che Che Dio Ci Aiuti ha costruito fin qui? L’anno scorso il debutto della settima serie della fiction aveva registrato il 28.2% con 5 milioni e 300mila spettatori. Certo non si può paragonare se non con un’analisi approfondita di quanto ci fosse in onda quella sera rispetto a ieri, però potrebbe essere già un segnale.
Masterchef 14 chiude bene, ma ormai è un programma per fan esperti
La finale della 14ª edizione di Masterchef ha ottenuto un ottimo ascolto per SkyUno con il 6.6% di share e con un milione di telespettatori. Ha vinto Anna Zhang, 32 anni, milanese di nascita ma trapiantata a Venezia. Figlia di genitori cinesi emigrati a causa della legge che nel loro paese non permetteva di avere più di un figlio. Si è distinta durante tutto il programma come la concorrente più creativa e precisa nella realizzazione dei piatti. Durante la finale si è esibita nella costruzione di un menù dedicato alla sua famiglia che era presente in studio. Vi descrivo un piatto: raviolo ripieno di garusoli, fungo ostrica e guanciale, tobiko e dashi di zafferano”. Dev’essere buonissimo ma di difficile comprensione degli ingredienti ancor prima che del gusto. E non credo che cambi il problema se vi rivelo che i “garusoli” sono delle lumache di mare tipiche della laguna veneta.
Gli altri piatti presentati in finale, non solo quelli di Zhang, presentavano le stesse complessità. Che va benissimo, per carità, ma risulta chiaro che ricette di questo tipo sono interessanti per una parte di pubblico piuttosto limitata. Per comprendere pienamente quello che sta succedendo bisogna davvero essere appassionati di alta cucina. È ovvio che dopo 14 edizioni non è che si possa sempre riproporre l’Amatriciana o la Pajata (anche se…) però allora non ci si può aspettare risultati di ascolto diversi da quelli raggiunti fin qui.
