Benedetta Tv-Sanremo 2025: ha vinto Olly ma ancora di più Carlo Conti

Sanremo conclude in gloria con quasi il 73% (72.7) e tredici milioni di spettatori di media. Il 5.9% di Canale5 con il film Quasi Amici lo si può considerare un successo dato che il resto delle reti fatica ad avvicinarsi al 2%. Carlo Conti affiancato da Alessandro Cattelan e Alessia Marcuzzi conduce trionfalmente in porto una nave sul cui naufragio in molti erano in pronti a scommettere fino a una settimana fa.
Alla fine ha vinto Olly fino all’ultimo testa a testa con un altro outsider Lucio Corsi (i due sono separati da uno 0,4% nelle percentuali delle votazioni). I favoriti della vigilia Giorgia e Achille Lauro non sono neppure entrati nella cinquina finale nella quale, tra l’altro, non c’era alcuna presenza femminile. Il pubblico dell’Ariston ha molto rumoreggiato soprattutto per l’esclusione di Giorgia a cui in extremis è stato assegnato il premio dello sponsor TIM. Il fatto che la cantante sia anche la testimonial della campagna pubblicitaria della società telefonica ha tolto quel poco di eleganza che il gesto ha sottointeso. Finita l’ubriacatura è tempo di trarre qualche conclusione.

Com’è andata la serata finale
La serata parte con Gabry Ponte e la sua odiata sigletta che sembra di essere alla “notte della taranta” con lo stesso fastidio che prende a chiunque non sia salentino dopo i primi 2 minuti. Poi, c’era da aspettarselo, si è cominciati a correre, un cantante via l’altro. Anche gli ospiti sono stati tenuti il giusto necessario. Persino Antonello Venditti, due canzoni e via. Carlo Conti un pochino ha sforato. Il risultato finale non è arrivato prima delle 2:00 ma è nulla in confronto ai quello a cui ci aveva abituato Amadeus. In un mare di abiti neri bravo Cattelan con il tuxedo bianco con i risvolti brillantati almeno è emerso dagli sfondi scellerati decisi dalla regia. Insieme a lui pochissimi altri, Noemi, Ranieri e, guarda caso, Olly e Lucio Corsi. Una menzione, ma in negativo, la merita Simone Cristicchi vestito di nero con fantasia floreale argento praticamente indistinguibile dallo sfondo. Ma è tempo di bilanci dicevamo.
Carlo Conti ha vinto da vecchio lupo della tv
Come il conduttore aveva promesso è stato un Festival senza polemiche. In realtà è stata una delle edizioni che annunciava moltissimi scontri e gossip incrociati. Triangoli amorosi che promettevano di diventare pentagoni, frecciatine velenose di esclusi eccellenti, una supposta acredine tra Amadeus e Conti che si sarebbe dovuta consumare sul palco dell’Ariston, un’aria di censura preventiva riguardante i contenuti di cui si sarebbe parlato durante la manifestazione. Di tutto questo non si è sentito nulla da martedì sera in poi. Neppure Nostra Signora delle Polemiche Selvaggia Lucarelli è riuscita, durante il DopoFestival a sollevare polveroni. Grazie anche agli strepitosi risultati d’ascolto certo, ma anche per alcune mosse astute che Conti ha fatto prima della partenza della kermesse.
La bugia dell’assenza di monologhi
L’insistenza con cui Conti ha ribadito che non avrebbe dato spazio a monologhi è stata un inganno a fin di bene. I monologhi ci sono stati, tranne ieri sera, in tutte le puntate (anche se Venditti, un paio di cosine le ha dette). Sul palco sono stati toccati argomenti e sono state dette molte cose “divisive” (e meno male altrimenti sai che noia). Ma siccome Conti aveva detto che non ci sarebbero stati monologhi, gli “haters” di professione non ci hanno prestato molta attenzione. Gli ospiti più “pericolosi” dal Papa a Benigni sono stati presentati all’ultimo momento, come sorprese. Senza dare il tempo ai social di fare montare l’isteria ideologica dello scontro tra le parti. Negli anni passati invece certi personaggi venivano promossi con enfasi e grande anticipo proprio per suscitare lo scontro preventivo, al di là di quello che poi veniva davvero espresso sul palco. Vedremo quanto Conti riuscirà a fare fessi in futuro (e dovrebbe essere facile visto che partiamo già da un grado molto alto di idiozia) quelli che non vedono l’ora di indignarsi per qualsivoglia motivo.
Fermate Maurizio Pagnussat vi prego!
La nota più negativa di Sanremo 2025 è stata la regia. Ne ho già parlato lo so e non voglio rincarare troppo la dose. Ma ieri sera si è capito che il regista della 75ª edizione è stato anche il responsabile della continua riproposizione del tremendo Jingle “Tutta l’Italia”. Dopo che, ancora una volta, l’ha fatto ripartire una volta rientrati in studio interrompendo Alessia Marcuzzi mentre stava parlando, Conti scusandosi ha detto «la sigla ha dato un po’ alla testa a Pagnussat». Nonostante questo richiamo in pubblico ha ripetuto quest’azione fastidiosissima altre volte anche se il conduttore stava già parlando. Lo so che il sodalizio tra Conti e il regista dura dagli anni 90, quando facevano insieme Big! per la TV dei Ragazzi. Però Carlo mi permetto di rivolgermi a te direttamente, l’età passa per tutti, continuate a frequentarvi in occasioni private, dopo tutto questo tempo l’amicizia non ne risentirà, ma mettiti una mano sul cuore, non infliggerci questa tortura anche il prossimo anno. Possiamo dunque lasciarci alle spalle questo Sanremo 2025 con un po’ di sollievo misto a nostalgia sempre che Zia Mara, oggi pomeriggio a Domenica In non combini guai con i cantanti. Domani ne parliamo