Maxi operazione antidroga a Roma, intervista a Nicola Franco: “Duro colpo alla criminalità nella piazza di spaccio più grande d’Europa”

Da Tor Bella Monaca al Quarticciolo, passando per Quadraro, Cinecittà, Tuscolano, Giardinetti, Primavalle e Casalotti. Sono queste le aree coinvolte nella maxi operazione contro il traffico di droga, iniziata all’alba a Roma. L’operazione, condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), ha portato all’arresto di 26 persone con custodia cautelare in carcere, come disposto dal G.I.P. del Tribunale di Roma.
Per approfondire il fenomeno e comprendere i problemi di chi vive quotidianamente la realtà delle piazze di spaccio, la redazione del Nuovo Sette Colli ha intervistato il presidente del VI Municipio Le Torri di Roma Capitale, Nicola Franco.


Una vasta operazione dei Carabinieri per contrastare il narcotraffico nei quartieri più colpiti. Era presente al blitz?
“Fisicamente non ero presente per ovvi motivi, ma sono stato informato dell’operazione in atto. Quello di oggi rappresenta un duro colpo alla criminalità organizzata, inflitto dalle nostre forze dell’ordine e dalla DDA. Giorno dopo giorno si stanno contrastando i clan che gestiscono le piazze di spaccio e si sta restituendo il territorio ai cittadini. Un ringraziamento va al Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. Marco Pecci, e a tutti i militari impegnati sul campo per lo straordinario lavoro quotidiano”.
Tor Bella Monaca è spesso definita la “Capitale dello spaccio”. Come si può debellare il fenomeno?
“Tor Bella Monaca viene considerata la più grande piazza di spaccio d’Europa da decenni. Gli errori del passato hanno permesso a oltre 14 clan mafiosi di radicarsi nella parte Est della città. Le operazioni contro questi gruppi criminali sono sempre esistite, ma negli ultimi anni c’è stata una determinazione istituzionale mai vista prima. L’attenzione della DDA, unita alla fermezza di Prefetti come Matteo Piantedosi prima e Lamberto Giannini poi, sta facendo la differenza. Lo stesso vale per i Questori, da Carmine Belfiore a Roberto Massucci. Le tante operazioni degli ultimi due anni, partite proprio da Tor Bella Monaca, stanno restituendo fiducia ai cittadini. Siamo sulla strada giusta e dobbiamo continuare così.”
Ha mai ricevuto minacce da clan e bande criminali?
“Amministrare un territorio così complesso, con il più alto tasso di criminalità della città, comporta inevitabilmente dei rischi. Qui operano 14 clan mafiosi di vario genere, e la nostra amministrazione ha tracciato una linea di demarcazione netta. Stiamo agendo concretamente: dalle demolizioni di case abusive appartenenti a famiglie criminali, alle iniziative per sensibilizzare i cittadini alla legalità. Questo ovviamente espone a minacce. Ho ricevuto intimidazioni, abbiamo sporto denuncia e sono in corso indagini. Ma nulla fermerà il nostro impegno per riportare la legalità nel territorio”
Dopo la grande operazione di oggi, quali sono i prossimi passi per il VI Municipio?
“Questa operazione dimostra la forte presenza dello Stato, a poche ore dall’ultima sparatoria in via dell’Archeologia. Dobbiamo continuare senza tregua. Come Municipio, abbiamo chiesto più presidi delle forze dell’ordine e messo a disposizione immobili per nuove caserme di Carabinieri e Polizia di Stato in quartieri critici come Villaggio Falcone e Borghesiana. Siamo in attesa di risposte, ma confidiamo nella collaborazione istituzionale che sta portando risultati concreti”.
Quali sono le proposte dei residenti e delle associazioni di quartiere?
“Negli ultimi tempi, i cittadini hanno ripreso fiducia nelle istituzioni, grazie a risposte concrete come questa. Lo Stato sta dimostrando continuità nella lotta alla criminalità, facendo percepire maggiore sicurezza. Anche le associazioni stanno collaborando tra loro con nuove progettualità. C’è ancora molto da fare, ma la strada intrapresa è quella giusta: istituzioni e società civile devono lavorare insieme per ripristinare la legalità e dare speranza a un territorio troppo a lungo martoriato”.




