Ostia, Riccardo Simeone cade sulla pista ciclabile e muore: aperta un’inchiesta per omicidio stradale

Non ce l’ha fatta Riccardo Simeone, 86 anni, dopo la violenta caduta sulla pista ciclabile del lungomare di Ostia avvenuta l’11 marzo. Ieri l’anziano è morto in ospedale, dopo 8 giorni di agonia. Troppo gravi le ferite riportate dopo essere scivolato con la sua bicicletta in quella pista invasa dalla sabbia. Riccardo Simeone ha perso l’equilibrio, è caduto e ha battuto violentemente la testa. Indossava il casco, ma l’impatto è stato terribile. Ora la Procura ha aperto un’indagine per omicidio stradale e si cerca di capire chi sia il responsabile dell’incuria che ha ridotto la ciclabile in quello stato.
Una pista ciclabile abbandonata e una tragedia annunciata
L’incidente è avvenuto tra lo stabilimento Kursaal e la Rotonda, in un punto dove da tempo la sabbia si accumula in enormi cumuli, invadendo marciapiede, pista ciclabile e fermata dell’autobus. Un tratto pericoloso, segnalato più volte dai cittadini e dai ciclisti, ma ignorato dalle istituzioni.

Simeone, ciclista esperto e in ottima salute, stava percorrendo quel tratto quando le ruote della sua bici hanno perso aderenza. La caduta è stata violenta e Riccardo Simeone è finito contro il bordo della pensilina dell’autobus, provocando un grave trauma cranico e cervicale. Nonostante i soccorsi immediati, le sue condizioni sono apparse da subito disperate. Dopo pochi giorni, il decesso.
Indagini in corso: di chi è la responsabilità?
Dopo la tragedia, si cerca un colpevole. La manutenzione della pista ciclabile dovrebbe spettare al X Municipio, ma il servizio non è mai stato garantito. Secondo il capogruppo municipale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Conforzi, l’allarme era stato lanciato da tempo. “Alcuni punti sono impraticabili, con dune di sabbia alte fino a 40 centimetri. Era solo questione di tempo prima che accadesse qualcosa di grave”, ha affermato.
Ma nessuno si occupa realmente della pista ciclabile. Il Municipio non ha i mezzi per la manutenzione, mentre il Comune e l’AMA si rimpallano le responsabilità. Nel frattempo, la pista ciclabile resta un pericolo costante per chi la percorre.
Una morte che poteva essere evitata
L’incidente di Riccardo Simeone riaccende i riflettori sulla gestione fallimentare del lungomare di Ostia. Strutture lasciate all’incuria, piste ciclabili che diventano trappole mortali e istituzioni che intervengono solo dopo la tragedia. Ora, con un’inchiesta aperta per omicidio stradale, si spera che questa morte non resti impunita. Ma la domanda è: cosa altro deve accadere prima che qualcuno intervenga davvero?