Quarticciolo, tra tensioni e interventi: il quartiere diviso tra repressione e rigenerazione

Il clima a Quarticciolo è teso. Le tensioni si intensificano tra le forze dell’ordine e i gruppi criminali, in un contesto in cui la legalità viene messa a dura prova. Da un lato, lo Stato che punta ad applicare il cosiddetto ‘modello Caivano’, dall’altro le associazioni del territorio che da tempo si adoperano per risollevare il quartiere attraverso un piano di riqualificazione e valorizzazione.
L’intervento delle istituzioni
Di fronte agli episodi di violenza e agli ostacoli posti all’azione delle forze dell’ordine, il prefetto Lamberto Giannini ha adottato una linea dura. “Stiamo intervenendo attraverso un’esponenziale intensificazione dei servizi effettuati da parte di tutte le forze dell’ordine, che ringrazio sentitamente per l’importante sforzo profuso e l’alta professionalità messa in campo. Ogni tentativo di intralcio e di ostacolo, realizzato finanche attraverso detestabili forme di ostruzionismo o aggressione al personale di Polizia, verrà respinto con fermezza. Saremo metodici, pazienti e assolutamente determinati per far rispettare la legalità”, ha dichiarato il prefetto.

Rocca (Fdi): Liberare il quartiere dalla malavita
Anche la politica ha preso posizione. Il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento sicurezza e legalità della relazione romana di FDI, Federico Rocca, ha espresso preoccupazione per la situazione nel quartiere: “Ogni volta che le Forze dell’Ordine provano a fare il loro lavoro, ossia garantire la legalità e la sicurezza arrestando delinquenti e spacciatori, vengono aggrediti da gruppi di persone che tentano di impedire gli arresti. Tutto ciò non è più tollerabile e nella nostra città non possono esistere zone franche in mano alla criminalità.”
Rocca ha inoltre sottolineato la necessità di un intervento congiunto tra repressione e iniziative sociali: “Le azioni vanno dall’aumento delle forze di polizia e del presidio del territorio, fino al contrasto alle devianze e al disagio giovanile, al sostegno alle attività commerciali e alla creazione di opportunità di lavoro. Chi si oppone a tutto questo non vuole bene al Quarticciolo e lo vuole condannare ad altri anni di buio e di malavita“.
La voce del territorio
Tuttavia, accanto a chi invoca il pugno duro, c’è chi spinge per la rigenerazione urbana come risposta ai problemi del quartiere. Alcune associazioni locali hanno presentato un documento per la riqualificazione del Quarticciolo, sottolineando l’importanza di investimenti in progetti sociali e culturali per offrire alternative concrete ai giovani del territorio. Il dibattito rimane acceso. Mentre lo Stato intensifica i controlli e le operazioni contro la criminalità, una parte della cittadinanza continua a chiedere un approccio che non si limiti alla repressione, ma che punti a un rilancio sociale ed economico del quartiere. La sfida per il futuro del Quarticciolo è chiara: trovare un equilibrio tra legalità e inclusione, tra sicurezza e sviluppo. Resta da vedere se il “modello Caivano” sarà la soluzione giusta per il quartiere, o se servirà un intervento più ampio e strutturato per garantire una vera rinascita della zona.