Regione Lazio, la Commissione Sport rinvia l’ok alle due leggi PD-FdI per ‘sanare’ i Centri Sportivi con ‘irregolarità’

Roma, il centro sportivo Anco Marzio di Ostia

Regione Lazio, resta sospeso in un limbo politico nebuloso il via libera della Commissione Sport alle due proposte di legge che hanno l’obiettivo di ‘regolarizzare‘ strutture sportive ‘irregolari‘ presenti sul territorio Regionale, in taluni casi anche grazie all’uso di fondi pubblici, grazie ad apposite convenzioni ventennali con Comuni e Municipi di Roma. La Commissione Cultura e Sport della Regione Lazio ha deciso difatti oggi 18 marzo 2025 di rinviare l’esame congiunto di due proposte di legge, una filo-Pd e l’altra filo FdI. Una delle due leggi è stata promossa difatti dalla Giunta regionale di centrodestra guidata dal governatore Francesco Rocca, l’altra dalla consigliera dem Eleonora Mattia. Al momento in cui scriviamo non è stata stabilita una nuova data per il loro voto in Commissione, l’ok quindi slitta a tempo indeterminato.

Regione Lazio, la Commissione Sport ‘rinvia l’esame delle due proposte di legge’ di Pd e Fdi

Rinviato – riporta il comunicato stampa ufficiale diffuso poco fa dalla Commissione Sport Lazio – l’esame abbinato di due proposte di legge in materia di Sport, una della Giunta e l’altra della consigliera Mattia“. Nel corso della stessa seduta, la Commissione Sport Lazio ha approvato invece altri tre provvedimenti all’ordine del giorno riguardanti sempre il tema sport.

Le due proposte di legge di Fdi e Pd

Ma cosa prevedono queste due proposte di legge di Pd e FdI? La prima, la n. 21 del 17 aprile 2023 della consigliera regionale PD Eleonora Mattia, stabilisce che “La Giunta regionale – così riporta il testo – individua nel Piano annuale gli interventi da realizzare (anche con fondi pubblici, ndr) finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché all’adeguamento alla normativa vigente degli impianti e delle attrezzature sportive esistenti”.

La seconda proposta di legge, la n.180 del 18 novembre 2024, firmata dalla Giunta Rocca e in particolare da FdI, visto che i due assessorati a Sport e Impiantistica Pubblica sono in mano al partito meloniano con gli assessori Palazzi e Ghera, prevede la possibilità per i Comuni e Municipi di adottare convenzioni ventennali con le società pubbliche o private che permettano di adottare delle mini- ‘varianti urbanistiche’. Lo scopo è quello di permettere alle Giunte comunali-municipali di realizzare ‘ in deroga’ spogliatoi, bagni e altri interventi edilizi indispensabili al funzionamento dell’impianto sportivo evidentemente ‘irregolare’.

Un problema annoso tra politica e sport

Le due proposte sono state presentate nell’arco di 19 mesi, dal 2023 al 2024, in un periodo ampio di tempo nel corso del quale era ‘esplosopoliticamente e mediaticamente il ‘caso’ dello stadio Anco Marzio di Ostia. Stadio che attendeva interventi normativi veloci e decisi per sbloccare una situazione di stallo amministrativo che aveva comportato la sua chiusura al pubblico.

L’ex presidente dell’Ostiamare, proprio in quel periodo di tempo, aveva più volte sollecitato le istituzioni, tra cui il Municipio X, il Campidoglio e la Regione Lazio, affinché intervenissero per risolvere le irregolarità strutturali dell’impianto che lui aveva ereditato, suo malgrado, da precedenti gestioni. Per poter riaprire lo stadio al pubblico. Per poter permettere ai giovani di fare sport. Evitando, se possibile, di dover sborsare di tasca propria circa 3 milioni di euro per la messa a norma dello stadio stesso che altri avevano reso irregolare. La vicenda ha coinvolto esponenti di primo piano della politica locale, tanto nel Partito Democratico quanto in Fratelli d’Italia. Nessuno ha voluto aiutare l’ex presidente.

Tornando allo slittamento del voto, il dibattito politico sulla regolarizzazione degli impianti sportivi proseguirà, con implicazioni che potrebbero influenzare equilibri politici e amministrativi locali e regionali. Una vicenda, questa, che potrebbe avere anche risvolti giudiziari. Questo aveva chiesto pubblicamente l’ex presidente dell’Ostiamare. E chissà che qualche magistrato non abbia deciso di ascoltarlo? Presto lo sapremo.

Rinvio del voto nella Commissione Sport del 18 marzo