Risanare l’ATAC? Cominciamo dal bigliettaio sui bus

Atac, avanti c’è posto

‘Avanti c’è posto!’ Ci ricordiamo tutti della celebre espressione di Aldo Fabrizi nell’ononimo film degli anni 40 nato da un soggetto di Cesare Zavattini (www.facebook.it). Il bigliettaio, figura cara ai cittadini romani, magari un po’ burbero con qualche ragazzino indisciplinato, ma capace di esprimere un’autorità simile a quella di un buon padre di famiglia. Di mettere tutti d’accordo all’interno dell’autobus. E soprattutto di far pagare il biglietto. Eh sì, perchè senza biglietto proprio non si passava, altro che l’assalto alla diligenza dei nostri giorni, dove si scende e si sale senza controllo. Anche perchè i mezzi sono strapieni, spesso tipo carri bestiame. E l’autista ha altri compiti da svolgere.

Chi non paga il biglietto sugli autobus di Roma

Ma a quanto ammonta l’evasione sui mezzi pubblici gestiti dall’ATAC? Secondo le stime dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici di Roma, il 35 per cento dei passeggeri degli autobus della capitale sono cosiddetti ‘portoghesi’. Cioè detto alla romana, non pagano il biglietto. L’ATAC incassa 265 milioni di euro all’anno dai ticket venduti, l’ATM di Milano, con la metà dei passeggeri, oltre 400. Come dire che se tutti pagassero, il buco di bilancio dell’azienda di trasporti capitolina potrebbe essere risanato in breve tempo. In altre Nazioni come la Germania, non pagare il biglietto è reato e si rischia addirittura il carcere. Qui invece va di moda il ‘trenino’ ai tornelli della metro, dove i ragazzini rom mandati dai genitori sui mezzi pubblici a fare cassa, entrano a frotte senza pagare. E magari visto che non succede nulla, qualcun altro li imita.

Rimettiamo il bigliettaio

E allora perchè non rimettere almeno sugli autobus il bigliettaio? Magari dotato anche della qualifica di pubblico ufficiale, visto che i tempi dagli anni 40 sono cambiati e la sicurezza non è mai troppa.  Certo, si dirà che il comune di Roma e l’ATAC non hanno i soldi per garantire questo servizio su tutte le linee. Intanto però si potrebbe cominciare, magari proprio su quelle tratte più a rischio dove secondo i dati dell’azienda l’evasione è maggiore. Come a Tor bella monaca e a Primavalle. Ma anche sulle linee più centrali come la 64, da Termini a via Nazionale fino al Vaticano, pieno centro storico ma evasione alle stelle. E potrebbe essere una buona occasione per l’azienda per riqualificare una parte dei suoi dipendenti. Incassare di più, garantire legalità e sicurezza, magari utilizzando anche risorse interne già disponibili.

Il sondaggio

Ma il ritorno del bigliettaio piacerebbe ai cittadini romani? Lo diciamo a chi amministra la città: state tranquilli, Aldo Fabrizi e il suo ‘avanti c’è posto’ non sono mai passati di moda: secondo un sondaggio dell’Istituto Vilfredo Pareto l’82 per cento della gente rivuole il bigliettaio. Il risanamento dell’ATAC può iniziare anche da qui, chi può decidere si sbrighi perchè i cittadini romani onesti sono stufi di pagare per tutti. Anche sui mezzi pubblici.

 

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