Roma, vandalizzato di nuovo il liceo Manara: e intanto per i danni post occupazione “sconto” ai colpevoli (e pagamento rinviato)

Roma, malumori e tensioni scuotono il liceo Manara situato in via B. Bricci dopo l’occupazione studentesca delle ultime settimane. La scuola, recentemente al centro dell’attenzione mediatica per il caso delle stelle di David disegnate da alcuni studenti sui muri dell’istituto scolastico, torna sotto i riflettori con nuovi sviluppi legati ai danni subiti durante l’occupazione. La vicenda delle stelle di david ha portato il liceo al centro delle cronache nazionali dopo la ferma condanna di tale gesto da parte del Ministro della Cultura del Governo Meloni, Alessandro Giuli.
Roma, circa 24mila euro di danni, ma il preside fa lo ‘sconto’ ai colpevoli
Ma anche i dati post-occupazione rischiano ora una nuova ondata di clamore mediatico. Secondo una stima iniziale, i danni arrecati alla struttura ammonterebbero a circa 24.000 euro, tra murales non autorizzati, atti vandalici e danneggiamenti agli arredi. Un costo significativo per il liceo, che ha spinto la dirigenza a prendere provvedimenti. Tuttavia, il preside ha deciso “inspiegabilmente” – almeno secondo alcuni genitori – di ridurre l’importo da risarcire all‘istituto scolastico a soli 1.700 euro, concedendo tra l’altro anche una proroga per il pagamento fino a dopo le prossime vacanze scolastiche. La decisione ha sollevato perplessità tra le famiglie e gli studenti che non hanno preso parte all’occupazione, alimentando polemiche sull’equità della misura adottata.

Il preside concede comunque l’aula in vista di un incontro del Collettivo
A rendere la vicenda ancora più controversa è la concessione, da parte dello stesso preside, di un’aula a disposizione del collettivo studentesco per il 26 febbraio. Un gesto che alcuni interpretano come una eccessiva apertura al dialogo con gli studenti impegnati nelle attività politiche, mentre altri lo considerano una scelta incoerente rispetto ai danni subiti dalla scuola.
Il liceo Manara si trova così a dover gestire una situazione delicata, tra la necessità di mantenere il dialogo con gli studenti e il malcontento di una parte della comunità scolastica che ritiene insufficienti le misure adottate per riparare ai danni. La questione resta aperta, con il rischio che il dibattito interno alla scuola possa protrarsi ancora a lungo.