Roma, condannato a 2 anni l’istruttore di volo di Daniele Papa: morto durante l’esercitazione

Roma, condannato a 2 anni l’istruttore di volo di Daniele Papa: morto durante l’esercitazione. Due anni di reclusione per omicidio colposo. Questa la condanna inflitta a Giannandrea Cito, istruttore di volo, ritenuto responsabile della morte di Daniele Papa, giovane aspirante pilota di soli 22 anni. Il tragico incidente risale al 25 maggio 2020, quando l’aereo su cui si trovavano allievo e istruttore precipitò nel Tevere durante un’esercitazione.
Papa morì annegato. Dopo un lungo processo, il tribunale ha riconosciuto la responsabilità di Cito, pur concedendo la sospensione della pena. La decisione chiude, almeno per ora, una vicenda che ha scosso la comunità dell’aviazione e i familiari della vittima.

Roma, un volo di addestramento trasformato in tragedia
Quel giorno Daniele Papa era impegnato in una delle ultime esercitazioni prima di ottenere la licenza di pilota di linea. Insieme a Cito, stava effettuando manovre di atterraggio e risalita, quando qualcosa è andato storto. Secondo la ricostruzione della Procura, il velivolo ha perso il controllo durante il decollo di un “touch and go” e si è inabissato nel tratto del Tevere tra via Vitorchiano e l’aeroporto dell’Urbe. Le operazioni di soccorso si sono rivelate inutili: il corpo di Papa è stato ritrovato senza vita, mentre Cito è sopravvissuto allo schianto.
Le accuse e la sentenza del tribunale di Roma
La pubblica accusa, rappresentata dalla pm Gabriella Chiusolo, ha sostenuto che l’istruttore avrebbe condotto la fase di decollo in maniera “anomala” e non avrebbe adottato le necessarie misure correttive, nonostante le condizioni di vento sfavorevoli. Cito, secondo l’accusa, aveva il pieno controllo dei comandi e avrebbe potuto evitare l’incidente. La difesa, invece, ha sempre sostenuto che l’istruttore abbia fatto tutto il possibile per prevenire conseguenze peggiori, tentando una manovra d’emergenza per allineare l’aereo al fiume ed evitare uno schianto sugli alberi o un’esplosione. Il tribunale, pur non riconoscendo una colpa grave, ha ritenuto Cito responsabile dell’incidente, condannandolo a due anni di reclusione con pena sospesa.
Le reazioni dopo la condanna
Per la famiglia di Daniele Papa, la sentenza rappresenta un primo passo verso la giustizia, ma non colmerà mai il vuoto lasciato dal giovane pilota. “Non possiamo riavere nostro figlio, ma almeno è stata riconosciuta una responsabilità”, hanno dichiarato i familiari.
Sul fronte legale, l’avvocato di parte civile ha espresso soddisfazione per il verdetto, mentre la difesa di Cito ha già annunciato il ricorso in appello, sostenendo che l’istruttore non abbia commesso alcun errore. La vicenda, dunque, potrebbe non essere ancora conclusa, lasciando aperto il dibattito sulla sicurezza nei voli di addestramento e sulla responsabilità degli istruttori durante le esercitazioni.