Roma, due scuole negano l’iscrizione a studente disabile: il caso in Commissione Istruzione Lazio

Roma, due scuole superiori negano l’iscrizione a uno studente disabile: il caso in Commissione Istruzione Lazio. La Regione Lazio ha convocato una seduta urgente della Commissione Istruzione per il prossimo 8 aprile, ore 10,30, in Sala Etruschi, alla pisana L’obiettivo è di fare chiarezza su presunti casi di esclusione di studenti con disabilità nelle scuole superiori di Roma.
A Roma il caso degli Istituti Pascal e Stendhal
Il caso riguarda, in particolare, gli istituti superiori Pascal e Stendhal. Accusati di aver negato un’adeguata integrazione a un ragazzo con autismo tra l’altro lieve. La riunione vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, tra cui gli assessori regionali competenti, i dirigenti scolastici e le associazioni per i diritti delle persone con disabilità.

Negata l’ iscrizione a studente disabile, il caso in Commissione Istruzione Lazio
La Commissione Istruzione Lazio che dovrà dirimere il caso delle discriminazioni al ragazzo disabile è composta da: Presidente Orlando Tripodi (Forza Italia), vice Presidente Maria Chiara Iannarelli (Fratelli d’Italia), vice Presidente Alessandra Zeppieri (Polo Progressista per Bianchi Presidente Sinistra & Ecologista). Componenti: Marta Bonafoni (Partito Democratico), Fabio Capolei (Forza Italia), Marco Colarossi (Forza Italia), Laura Corrotti (Fratelli d’Italia), Emanuela Mari (Fratelli d’Italia), Claudio Marotta (Verdi e Sinistra – Europa Verde – Possibile), Eleonora Mattia (Partito Democratico), Daniele Maura (Fratelli d’Italia) e Alessia Savo (Fratelli d’Italia).
Un problema di inclusione nelle scuole di Roma?
L’inclusione scolastica per gli studenti con disabilità torna al centro del dibattito nel Lazio, dopo i casi che si erano già verificati circa due anni fa. Due istituti superiori di Roma, il Pascal e lo Stendhal, sono finiti sotto i riflettori per presunti casi di esclusione e mancata integrazione di studenti con disturbi dello spettro autistico.
Il caso, sollevato dalla denuncia mediatica di una madre, ha portato all’intervento delle autorità regionali e del Ministero dell’Istruzione. La vicenda è ora oggetto di un’audizione della Commissione, che punta a fare chiarezza sulle responsabilità e a garantire il diritto all’istruzione per tutti.
Roma: una classe ‘speciale’ per i disabili
Uno degli episodi più discussi riguarda l’Istituto Pascal. Istituto dove uno studente con autismo lieve sarebbe stato collocato in una classe separata. Riservata esclusivamente ai ragazzi con disabilità. Secondo la denuncia della madre, il ragazzo sarebbe stato escluso dalle attività comuni e relegato a semplici esercizi di colorazione. Una gestione che, invece di favorire l’integrazione, ha accentuato il suo isolamento. La famiglia, non ricevendo risposte adeguate dalla scuola, ha deciso di trasferirlo in un altro istituto, ma le difficoltà non sono finite.
Lo Stendhal di Roma: l’isolamento in ingresso
Dopo il trasferimento allo Stendhal, il problema si è ripresentato sotto una forma diversa. In questo istituto, lo studente sarebbe stato spesso allontanato dalla classe e lasciato nell’ingresso a guardare gli autobus passare. Secondo la denuncia, il ragazzo avrebbe trascorso intere ore senza un’attività educativa adeguata. Venendo di fatto escluso dal percorso scolastico.
Le soluzioni proposte dalla cooperativa che segue il ragazzo non sarebbero mai state accettate dalla scuola. Aggravando ulteriormente la situazione.
Le possibili conseguenze per Roma e il Lazio
Il caso ha acceso il dibattito sulla reale applicazione delle normative per l’inclusione scolastica. Se le accuse venissero confermate, potrebbero emergere criticità nella gestione dei fondi per il sostegno scolastico. Nel rispetto delle linee guida ministeriali.
Il rischio è che la mancata inclusione non sia un episodio isolato. Ma un problema molto più diffuso di quanto si possa immaginare e che necessita di interventi concreti per garantire a tutti gli studenti pari opportunità di istruzione.