Roma, i cittadini battono il Campidoglio in Tribunale: il traliccio di telefonia mobile non si farà

A Roma i cittadini battono il Campidoglio in Tribunale, come Davide contro Golia: il traliccio di telefonia mobile al confine tra V e VI Municipio non si farà. I residenti di via Carinola, vincono la battaglia legale contro l’installazione di un nuovo traliccio sul tetto di un edificio della zona.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha accolto il ricorso dei cittadini, annullando l’autorizzazione che si era formata automaticamente in assenza di un’esplicita decisione del Comune di Roma. Una sentenza che rappresenta un importante precedente sulla regolamentazione delle antenne di telefonia mobile nella Capitale.

Roma, i cittadini battono il Campidoglio: addio al traliccio di telefonia mobile
Tutto ha inizio il 2 gennaio 2024, quando le società Wind Tre e Cellnex Italia presentano un’istanza per l’installazione di un traliccio di telefonia mobile in via Carinola, nel Municipio VI.
In assenza di una risposta ufficiale da parte del Comune, l’autorizzazione si intende concessa in base alla normativa vigente. Tuttavia, i residenti della zona, preoccupati per il possibile impatto sanitario della nuova infrastruttura, decidono di impugnare il provvedimento davanti al TAR.
Il ricorso al Tribunale di Roma: la difesa di Campidoglio e operatori
I cittadini contestano l’autorizzazione sostenendo che non siano stati rispettati i criteri stabiliti dal Regolamento comunale sulle antenne. In particolare, evidenziano che le società non abbiano dimostrato di aver verificato la disponibilità di siti alternativi, come aree pubbliche o altri spazi meno impattanti. Dalla loro parte si schiera anche il Comune di Roma, che in sede di giudizio fornisce documentazione sulle irregolarità dell’iter procedurale.
Di fronte alle contestazioni, Wind Tre e Cellnex hanno risposto con un ricorso incidentale, sostenendo l’illegittimità del Regolamento “antenne” del Comune, ritenendolo in contrasto con la normativa nazionale. Le società affermano inoltre di aver tentato di ottenere spazi pubblici per l’installazione dell’impianto, ma senza ricevere risposta dall’amministrazione capitolina.
La decisione del TAR
Il Tribunale Amministrativo del Lazio, dopo aver esaminato la documentazione, ha stabilito che l’iter seguito dalle società non fosse conforme alle disposizioni comunali. In particolare, ha rilevato che Wind Tre e Cellnex non abbiano adeguatamente dimostrato di aver esplorato alternative all’installazione sul tetto dell’edificio privato. Inoltre, ha evidenziato le mancanze del Comune di Roma nella gestione del procedimento, sottolineando come l’assenza di risposte chiare abbia contribuito alla formazione automatica dell’autorizzazione contestata.
Alla luce di queste considerazioni, il TAR ha accolto il ricorso dei residenti e annullato l’autorizzazione, impedendo così la realizzazione della stazione radio base. Il Comune di Roma è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali per un importo complessivo di 1.500 euro.
Una vittoria per i cittadini
Questa sentenza segna un importante successo per i residenti della zona, che hanno visto riconosciute le loro preoccupazioni sull’impatto urbanistico e ambientale dell’antenna.
Il caso potrebbe avere ripercussioni anche su altre controversie simili, rafforzando il ruolo della normativa locale nella regolamentazione delle infrastrutture di telefonia mobile. Nel frattempo, il Campidoglio sarà chiamato a una maggiore trasparenza e a un più rigoroso controllo sulle future richieste di installazione.