Roma, rapina al Pigneto: coltello alla gola e fuga in auto

Roma, rapina al Pigneto

Lo hanno colpito alle spalle, lo hanno minacciato con un coltello alla gola e lo hanno trascinato fuori dal suo negozio per derubarlo. È successo la mattina di Natale a Roma, in un esercizio commerciale del Pigneto, dove due uomini hanno messo a segno una violenta rapina approfittando di un momento di distrazione della vittima. Ma un dettaglio fondamentale ha portato gli investigatori sulle loro tracce: un frammento della targa dell’auto usata per la fuga, impresso nella memoria del commerciante.

Ora i due complici, un 32enne e un 43enne entrambi romani, si trovano nel carcere di Regina Coeli. A eseguire gli arresti sono stati gli agenti del Commissariato Porta Maggiore, in base a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica.

La rapina al Pigneto: finti clienti e un’aggressione brutale

I due rapinatori si sono presentati nel negozio come normali clienti in cerca di bevande last minute. Una mossa studiata per non destare sospetti. Ma nel momento in cui il titolare ha abbassato la guardia, lo hanno colpito alle spalle, immobilizzandolo con un coltello puntato alla gola.

Il commerciante ha provato a opporsi, ma non ha avuto scampo. I due lo hanno trascinato all’esterno, passando da una porta sul retro, e lo hanno costretto a consegnare tutto l’incasso contenuto nella cassa. Poi sono scappati a bordo di un’auto rubata.

Un dettaglio decisivo: la targa del veicolo

Nonostante lo shock e la violenza subita, la vittima ha avuto una reazione decisiva: pur non riuscendo a fermare i rapinatori, è riuscita a memorizzare alcuni numeri della targa dell’auto con cui si sono dileguati.

Ed è stato proprio questo elemento a indirizzare le indagini. Qualche giorno dopo, infatti, la stessa vettura è stata fermata dalla polizia nei pressi della Stazione Termini durante un controllo di routine. Gli agenti hanno verificato che il mezzo risultava rubato e hanno confrontato la targa con il numero parziale ricordato dalla vittima: la corrispondenza era evidente.

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Traditi dai tatuaggi

A incastrare definitivamente i due uomini ci hanno pensato le immagini di videosorveglianza del negozio. I filmati hanno rivelato dettagli distintivi nei loro tatuaggi, permettendo agli investigatori di identificarli con certezza.

Con tutti gli elementi raccolti, la Procura ha chiesto e ottenuto l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare. Gli arresti sono scattati subito dopo e i due rapinatori sono stati portati nel carcere di Regina Coeli, dove ora sono in attesa di giudizio.