Roma, residenti del Circo Massimo contro il Campidoglio: ‘Serve un limite ai concerti, Centocelle come alternativa?’

Roma si trova ancora una volta al centro di una disputa ‘politica‘ che oppone residenti della zona di Circo Massimo e istituzioni capitoline. Il Circo Massimo, storico monumento e da tempo sede di eventi musicali di grande richiamo internazionale, è diventato l’epicentro di una controversia che mette a confronto il diritto dei residenti dell’Aventino a vivere tutta la stagione primavera-estate in una sorta di ‘grande jukebox a cielo aperto’ e l’esigenza della città di ospitare concerti internazionali. Da un lato, in prima battuta, il comitato Amici dell’Aventino denuncia le conseguenze negative degli eventi.
Dall’altro le istituzioni e le categorie economiche difendono il valore culturale ed economico di questi spettacoli. Ma i residenti fanno di più. Propongono a Gualtieri ed alla sua Giunta una alternativa, più che credibile, per svolgere almeno una parte dei grandi eventi, l’area di Centocelle. Una zona su cui il Campidoglio sta realizzando, a spese pubbliche, sia un parco pubblico archeologico che un’area estesa che dovrà ospitare gli eventi più importanti del Giubileo. Almeno una di queste due zone ampie e verdi, a loro avviso, potrebbero essere ‘riciclate‘ come location per grandi eventi e concerti. Per dividere a metà il peso considerevole di location unica che ora grava sul solo Circo Massimo.

Roma, guerra sul Circo Massimo tra residenti e Campidoglio
Ma ripartiamo dall’inizio. La polemica ha assunto contorni ufficiali quando Pieralessandro Olivieri, rappresentante del comitato, ha presentato un esposto ai carabinieri contro il Comune di Roma. Tra le motivazioni principali della denuncia vi sono le “vibrazioni” causate dalla potenza sonora degli spettacoli e la difficoltà di mobilità nei giorni dei concerti. In particolare, si fa riferimento ai recenti eventi che hanno animato l’area. L’esposto include anche studi sugli effetti di concerti passati, per dimostrare un presunto rischio strutturale.
I residenti di Roma – Aventino: “Serve un limite a concerti e grandi eventi”
L’altro nodo della questione riguarda la mobilità. La chiusura delle strade nei pressi del Circo Massimo durante eventi di grande richiamo ha generato proteste tra i residenti. Caso emblematico, i sei concerti di David Gilmour a fine 2024, che hanno attratto 90 mila spettatori da tutto il mondo, portando a una temporanea paralisi della circolazione e alla carenza di parcheggi. Il comitato sottolinea il disagio quotidiano subito dagli abitanti, costretti a fare i conti con strade bloccate e parcheggi occupati dai fan accorsi da ogni parte del globo.
Gli operatori del settore ricettivo sono per la ‘linea di mezzo’
Cittadini e comitati insistono sulla tutela della zona e sulla necessità di preservare il patrimonio storico. Dall’altra gli operatori economici difendono con forza l’impatto positivo che gli eventi hanno sull’economia della città. Secondo i dati del settore, dal 2021 le manifestazioni musicali al Circo Massimo hanno generato un indotto economico di 60,6 milioni di euro, con ricadute importanti su turismo, ristorazione e trasporti. Per i commercianti, i concerti rappresentano un’opportunità strategica per il rilancio della città e il rafforzamento della sua attrattività internazionale.
I residenti: “Centocelle come alternativa al Circo Massimo?”
Intanto, l’esposto seguirà il suo iter giudiziario e i residenti sperano che possa portare almeno ad un ridimensionamento della programmazione degli eventi. Ma gli stessi residenti puntanto anche all’individuazione, da parte del Comune, di una o più location ulteriori al Circo Massimo per suddividere il peso che sopportano da tempo i residenti dell’Aventino. Secondo i residenti, difatti, l’alternativa sarebbe a portata di mano, per il Campidoglio, così ci racconta un residente dell’Aventino: “Al Campidoglio – ci spiega un residente – basterebbe individuare una location ulteriore, alternativa al Circo Massimo, come potrebbe essere l’area di Centocelle. Con il meraviglioso parco in corso di recupero e ampliamento, a spese pubbliche. O con l’area in corso di allestimento, sempre a spese pubbliche, su cui verranno ospitati i pellegrini del Giubileo. Ecco, almeno una di quelle aree – conclude – non potrebbe diventare una sorta di Circo Massimo bis?” La battaglia tra Aventino e Campidoglio, dunque, è tutt’altro che chiusa.

