Roma, Rione Monti come una favela: tende, fornelli da campo e bacinelle per lavarsi i piedi sui marciapiedi (VIDEO)

Favela al Rione Monti

Non solo in periferia. E non solo nei quartieri che da sempre lamentano atavici problemi di accampamenti e di clochard in strada, come il Pigneto, l’Esquilino o San Lorenzo. Ma ora a essere invaso da tendopoli al punto da sembrare una favela è anche lo storico Rione Monti, uno dei quartieri più centrali e antichi di Roma.

Simbolo del degrado la centralissima piazza San Martino, cuore del quartiere. Qui, come spiega Davide, un commerciante della zona, sia la piazza che le strade limitrofe sono invase da “capanne e capannucce. Sui marciapiedi non si cammina più, perché sono occupati da stendibiancheria, fornelli da campo su cui si cucina a tutte le ore, sedie con roba di tutti i tipi buttata sopra, materassi poggiati sui muri e sugli alberi, ma anche bacinelle dove queste persone si lavano piedi e altro. A riprendere le immagini Marco Mastro di Dillo a Noi Roma.

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Situazione pericolosa: spaccio e aggressioni

“Capisco il disagio di certe persone, ma qui la situazione non è solo scandalosa”, dichiara Davide, “è anche pericolosa. Qui infatti si spaccia e si consuma droga, si commettono furti, ci sono aggressioni. E il problema diventa enorme quando queste aggressioni si commettono ai danni di donne con bambini, o donne incinte. La gente del quartiere non ne può più. Noi commercianti nemmeno”.

E proprio a fronte di questa esasperazione da parte di residenti e commercianti è stato presentato un esposto ai carabinieri, con relativa raccolta firma dei cittadini del quartiere, per richiedere un intervento. “Ma i carabinieri, che la mattina stessa sono intervenuti, ci hanno detto che avrebbero dovuto chiamare la polizia locale, perché sono i caschi bianchi a occuparsi di queste cose. Ma poi non è successo più nulla. Loro sono ancora tutti qui e noi non sappiamo più cosa fare”.

La disperazione dei cittadini

“Ora chiederemo anche alla polizia locale di intervenire”, prosegue Davide sconsolato. Il commerciante si sfoga, raccontando che il degrado non si ferma alla sporcizia in strada, ai marciapiedi occupati dalle tende e dalle casupole, ai personaggi che utilizzano i luoghi pubblici come se fossero proprietà private. “In passato avevano occupato i sottoscala della chiesa. È scoppiato un incendio, non si sa come, che ha creato notevoli danni economici, oltre al fatto che ci sono stati anche dei feriti. Dopo l’incendio nella chiesa sono stati fatti dei lavori per ripristinare l’area, comunque ancora delimitata dai nastri. Ma una volta cacciati da lì, ce li siamo ritrovati tutti in strada”.

Parcheggiatori abusivi: il ‘pizzo’ per le auto

Quello che Davide racconta riguardo le auto ha dell’assurdo. “Questa è gente che non lavora. E quindi si arrangia in vari modi. Tra questi, c’è quella di chiedere il ‘pizzo’ a chiunque parcheggi in piazza e nelle strade limitrofe. In pratica già si paga il parcheggio al Comune, visto che si tratta di tutte strisce blu, poi si deve pagare anche ai parcheggiatori abusivi, che, se non ricevono i soldi, graffiano le auto o le fanno ritrovare con i finestrini rotti. È assurdo. Qui c’è proprio un racket, ma se non vogliamo problemi dobbiamo pagare”, dichiara.

Ma, appunto, pare che senza l’intervento del Comune le forze dell’ordine non possano fare nulla. E allora, possibile che al Municipio, così come al Campidoglio, non si siano mai accorti della presenza di questi accampamenti? Che non abbiano mai visto le tendopoli che occupano piazza San Martino e le altre strade del rione Monti? Che non sappiano cosa succede quando si parcheggia o quando la sera si gira per i vicoli? L’appello è direttamente al sindaco Roberto Gualtieri, che ama tanto i social: anche queste immagini sono sul web. Le guardi. E intervenga.

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