Roma, stalking a Manuel Bortuzzo: condanna a 18 mesi per Lulù Selassiè

Roma, stalking a Manuel Bortuzzo: condanna a 18 mesi per Lulù Selassiè. Il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha condannato Lucrezia Hailé Selassiè, nota come Lulù, a un anno e otto mesi di reclusione per atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzato, il nuotatore paralimpico Manuel Bortuzzo. La pena è stata sospesa. La relazione tra i due era iniziata nel 2021 durante il reality show “Grande Fratello Vip” e si era conclusa poco dopo la fine del programma. Tuttavia, la fine del rapporto ha segnato l’inizio di un periodo tormentato per Bortuzzo, caratterizzato da comportamenti ossessivi e minacce da parte della Selassiè.
Roma, minacce e persecuzioni
Dopo la rottura, Lulù Selassiè avrebbe iniziato a perseguitare Bortuzzo con messaggi continui e minacce esplicite. Tra cui: “Se non stai con me ti ammazzo e mi ammazzo“. Questi comportamenti hanno indotto nell’atleta uno stato di ansia e paura, costringendolo a modificare le proprie abitudini di vita. Inoltre, la Selassiè avrebbe seguito Bortuzzo anche all’estero durante le sue competizioni sportive, arrivando ad aggredirlo fisicamente in un’occasione.

Provvedimenti giudiziari
A seguito della denuncia presentata da Bortuzzo, la Selassiè è stata sottoposta a misure cautelari. Tra cui il divieto di avvicinamento e l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico. Nonostante la difesa abbia espresso delusione per la sentenza, annunciando l’intenzione di ricorrere in appello, il tribunale ha ritenuto fondate le accuse mosse nei confronti della giovane.
Il percorso di Manuel Bortuzzo
Manuel Bortuzzo, nato a Trieste nel 1999, è una promessa del nuoto italiano. Nel 2019, è rimasto vittima di una sparatoria che gli ha causato una lesione spinale, costringendolo su una sedia a rotelle. Nonostante l’incidente, ha continuato la sua carriera sportiva, partecipando ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 e conquistando una medaglia di bronzo nei 100 metri rana.
Conclusione
La vicenda tra Manuel Bortuzzo e Lulù Selassiè evidenzia le gravi conseguenze che possono derivare da comportamenti persecutori in ambito sentimentale. La sentenza rappresenta un monito sull’importanza di rispettare la volontà altrui e le decisioni personali, sottolineando la necessità di affrontare con serietà e tempestività situazioni di stalking e violenza psicologica.