Roma, una ‘discarica a cielo aperto’ accanto il terreno dell’inceneritore: “Questa è l’integrazione di Gualtieri”

Roma, una discarica a cielo aperto accanto il terreno dell’inceneritore: “Questa è l’integrazione di Gualtieri“. Mentre l’amministrazione capitolina procede con i piani per la costruzione del nuovo inceneritore nella zona sud della Capitale, a Santa Palomba, IX Municipio capitolino. Ci troviamo proprio al confine con i Castelli Romani. La realtà territoriale che circonda l’area designata al progetto industriale che verrà realizzato dalla società Acea solleva interrogativi e polemiche.
E proprio una vasta distesa di rifiuti abbandonati in strada su sua via Cancelliera, al confine tra Albano Laziale e Roma, si estende accanto al sito scelto, trasformando le strade periferiche in vere e proprie discariche a cielo aperto. La denuncia dell’episodio è stata riportata dal portale online Welcome to Favelas, che a sua volta diffonde una notizia, con tanto di foto e video, di un cittadino della zona.

Una discarica a cielo aperto a Roma – Santa Palomba
La periferia sud di Roma, in particolare il quartiere di Santa Palomba, si trova da tempo in una condizione di degrado diffuso. Cumuli di rifiuti, elettrodomestici dismessi, sacchi di immondizia e materiali edili si accumulano ai margini delle carreggiate, creando un panorama desolante. Nonostante le promesse di rilancio e riqualificazione, la situazione sembra peggiorare, alimentando il malcontento tra i residenti.
L’inceneritore e il contesto circostante
Il contrasto tra il piano per l’inceneritore e la realtà del territorio circostante appare stridente. Il progetto, presentato come una soluzione moderna e sostenibile per la gestione dei rifiuti della Capitale, si scontra con l’evidente abbandono della zona che lo ospiterà. La narrazione di un impianto perfettamente integrato nel contesto si scontra con la presenza costante di discariche abusive e rifiuti sparsi lungo le strade.
L’idea di puntare sull’economia circolare e sulla gestione virtuosa dei rifiuti stride con le immagini di degrado che caratterizzano Santa Palomba. Le strade sono utilizzate come depositi improvvisati di materiali di scarto, senza interventi concreti per porre fine a questa situazione. Il tema dell’ambiente e del decoro urbano, spesso al centro del dibattito politico, sembra perdere rilevanza quando si passa dalle parole ai fatti.
Le periferie di Roma e il degrado circostante
Le periferie romane da anni combattono contro il fenomeno delle discariche abusive, alimentato da una raccolta rifiuti inefficace e dal mancato controllo del territorio. Santa Palomba ne è un esempio lampante. Gli interventi di pulizia sono sporadici e non risolvono il problema alla radice, lasciando che il degrado si ripresenti puntualmente.
La costruzione dell’inceneritore, voluta fortemente dall’amministrazione capitolina per affrontare la cronica emergenza rifiuti della città, non risolve nell’immediato la questione della gestione e dello smaltimento illecito. Anzi, accende i riflettori su un problema ben più ampio: il destino delle periferie romane, spesso dimenticate dalle istituzioni.
L’area scelta per il nuovo impianto dovrebbe rappresentare un punto di svolta per la gestione dei rifiuti, ma allo stato attuale testimonia una realtà ben diversa. L’immondizia abbandonata, il degrado diffuso e l’assenza di controlli efficaci sono elementi che dipingono un quadro critico della situazione. La promessa di un impianto all’avanguardia cozza con la trascuratezza che regna nelle zone limitrofe.
Il dibattito sull’inceneritore
Il dibattito sull’inceneritore si inserisce così in un contesto più ampio, che va oltre la semplice costruzione di un impianto. La questione centrale resta il futuro delle periferie romane, troppo spesso considerate solo quando si tratta di localizzarvi opere di interesse cittadino, ma dimenticate quando si parla di servizi e vivibilità. Il rischio, per Santa Palomba, è di rimanere schiacciata tra la promessa di un rilancio e la realtà di un degrado che continua a dilagare.
