Stadio Olimpico, tifoso della Roma perde l’udito per un petardo: condanna a 5 anni per l’ultrà della Lazio

Lo stadio Olimpico di Roma

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Stadio Olimpico, tifoso della Roma perde l’udito per un petardo: condanna a 5 anni per l’ultrà della Lazio. La violenza che troppo spesso contamina il mondo dello sport ha scritto un nuovo, drammatico capitolo nella Capitale. Andrea Gubbini, ultrà della Lazio, è stato condannato a cinque anni di reclusione per lesioni aggravate. La condanna segue un episodio avvenuto durante il derby di Coppa Italia del 10 gennaio 2024 allo Stadio Olimpico. La sentenza, emessa al termine di un rito abbreviato, rappresenta una risposta ferma della giustizia a un gesto che ha segnato in modo indelebile la vita di due giovani tifosi romanisti.

Stadio Olimpico di Roma: caos sugli spalti durante il derby

Il derby romano è da sempre un evento carico di emozioni, ma quella sera, prima ancora del fischio d’inizio, le gradinate dell’Olimpico sono diventate teatro di scontri e tensioni. Durante il riscaldamento delle squadre, tra cori e vessilli, ha preso piede un pericoloso scambio di petardi e fumogeni tra le due tifoserie. È in questo contesto che un fumogeno è stato lanciato dal settore laziale verso i Distinti Est occupati dai tifosi giallorossi. Al suo interno, nascosto, un petardo che ha provocato ferite gravissime a due ragazzi.

Uno dei due tifosi è stato ricoverato d’urgenza al Policlinico Gemelli con una prognosi di 60 giorni, subendo la perdita dell’udito e di parte dell’orecchio destro. L’altro ha riportato la perforazione di entrambi i timpani, con conseguenze altrettanto serie. Le immagini dell’accaduto, condivise sui social nei giorni successivi, mostrano il momento dell’esplosione, con il giovane colpito che si accascia tenendosi la testa, in mezzo al fumo e al caos.

Tifoso della Roma perde l’udito: 5 anni per l’ultrà della Lazio

Il petardo sarebbe stato introdotto nello stadio dalla tifoseria romanista. Tuttavia, è stato Andrea Gubbini, ultrà biancoceleste di 43 anni già noto alle forze dell’ordine, a raccogliere il fumogeno lanciato nel suo settore e a rispedirlo contro i tifosi avversari, ignorando i rischi per l’incolumità delle persone. Nonostante la presenza di steward, i controlli sugli spalti si sono rivelati insufficienti a evitare il drammatico scambio di ordigni artigianali.

La responsabilità di Gubbini è stata accertata grazie alle immagini delle telecamere dello stadio. Ma grazie anche a successivi riscontri investigativi. Pochi giorni dopo l’episodio, gli agenti hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando gli stessi vestiti che l’uomo indossava durante la partita. Un dettaglio che, insieme ai video, ha permesso di identificarlo senza ombra di dubbio.

La condanna in Tribunale

La condanna pronunciata ieri dai giudici di piazzale Clodio è stata netta: cinque anni di reclusione per lesioni personali aggravate dall’aver agito durante una manifestazione sportiva, con l’aggiunta di un risarcimento economico per i danni causati alle vittime e un daspo di dieci anni, che gli impedirà di accedere agli stadi. Gubbini, già in passato sottoposto a provvedimenti analoghi per comportamenti violenti, è ora destinato a scontare una pena severa, a testimonianza dell’impegno delle autorità nel reprimere episodi di questo genere.

Una ferita per lo sport e la città

Quanto accaduto all’Olimpico è l’ennesimo esempio di come lo sport possa trasformarsi in un campo di battaglia. Oscurando i valori di lealtà e rispetto che dovrebbe invece rappresentare. La vicenda non riguarda solo i protagonisti diretti. Ma anche una città, Roma. Città troppo spesso si trova a fare i conti con l’estremismo di una minoranza capace di rovinare lo spettacolo. Oltreché di mettere in pericolo vite umane.

Mentre la giustizia fa il suo corso, resta la necessità di riflettere su come prevenire tali episodi in futuro. Con misure più rigide per la sicurezza negli stadi. Ma soprattutto un impegno maggiore per educare alla convivenza e al rispetto reciproco.