Tor Vergata epicentro dei trapianti, ma il Policlinico resta senza direttore: ancora tensioni politiche sulla Sanità del Lazio

Sullo sfondo, Tor Vergata, firmata la convenzione - cooperazione internazionale per i trapianti, in primo piano Rocca, Schillaci, Mattei e D'Amato

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Mentre l’Università di Tor Vergata si afferma sempre di più come polo d’eccellenza per i trapianti nazionali e internazionali, con la firma di una convenzione di cooperazione di rilievo, il Policlinico universitario – la struttura sanitaria strettamente collegata al Polo universitario di Roma – resta senza un direttore generale ASL. Dopo il recente caos nomine, la Regione Lazio ha quasi completato il puzzle delle nomine dei vertici sanitari regionali. Chiudendo le assegnazioni per le Asl territoriali e alcuni ospedali di rilievo, come il Sant’Andrea e lo Spallanzani, la Asl Roma 6 (con tutti i trambusti del caso) e le Asl Roma 3 e Rieti. Come da noi minuziosamente ricostruito con una serie di articoli dei giorni scorsi.

Tor Vergata senza direttore, le tensioni politiche continuano

Tuttavia, proprio il Policlinico Tor Vergata rimane in una situazione di stallo, con la gestione ancora affidata a tempo indeterminato alla commissaria Isabella Mastrobuono. La mancanza di una guida stabile rischia di compromettere la programmazione sanitaria dell’ospedale. Un nodo sanitario irrisolto che pesa sull’intero sistema regionale, vista l’importanza strategica di rilievo della struttura. Parliamo di un nodo che, politicamente parlando, pesa anche sul governatore Francesco Rocca, che è anche il delegato alla Sanità del Lazio.

Il braccio di ferro tra Ministro (e capo di gabinetto) e il Governatore

La mancata nomina del direttore generale del Policlinico Tor Vergata si inserirebbe – il condizionale è d’obbligo – in un acceso braccio di ferro tra Regione Lazio e Ministero della Salute. Il governatore Francesco Rocca, come da noi ricostruito le scorse settimane, starebbe affrontando tensioni politiche con il ministro della Salute Orazio Schillaci, ex rettore proprio dell’Università di Tor Vergata. La presenza di Marco Mattei, attuale capo di gabinetto del ministero ed ex direttore sanitario del Policlinico, ex assessore della Giunta Polverini e per 10 anni sindaco di Albano, starebbe complicando ulteriormente il quadro.

Infine, a rendere ostica questa nomina, vi sarebbero – sottolineiamo anche in questo caso il condizionale – anche i desiderata di Nathan Levialdi Ghiron, attuale rettore di Tor Vergata. Il rettore avrebbe espresso un suo nome, il nome di una donna ‘amica’ di famiglia, per la guida del Policlinico, e non sarebbe disposto a cedere il passo ad interferenze di alcun tipo. Nè tecniche nè tantomeno politiche.

Lo stallo di Tor Vergata e l’amicizia di Fdi con Azione e D’amato

Questo stallo, tra l’altro, ha luogo proprio mentre il ‘dialogo politico’ tra Azione e Fratelli d’Italia si fa sempre più intenso. Dopo la presenza di Giorgia Meloni al congresso di Azione, le possibilità di un’alleanza anche livello locale si moltiplicano. Il governatore Francesco Rocca starebbe valutando di affidare addirittura la delega alla Sanità ad Alessio D’Amato, ex assessore alla Sanità ai tempi di Nicola Zingaretti (Pd) e figura di spicco di Azione. Questo almeno è quanto si voifera alla pisana. Una mossa che potrebbe consolidare i rapporti tra i due schieramenti e aprire la strada a un allargamento della maggioranza regionale.

Un Policlinico in bilico

In ogni caso, a prescindere dalle considerazioni politiche, l’assenza di un direttore generale stabile lascia in sospeso il futuro del Policlinico Tor Vergata. Mentre l’università si proietta su scenari internazionali nel settore dei trapianti, l’ospedale resta in una situazione di incertezza. La gestione provvisoria potrebbe frenare l’attuazione di nuove strategie sanitarie, con ripercussioni dirette sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti. La risoluzione di questo nodo appare sempre più urgente, affinché il Policlinico possa esprimere appieno il suo potenziale e contribuire al rafforzamento del sistema sanitario laziale.

Un accordo di respiro internazionale per Tor Vergata: più trapianti

In ogni caso, come accennato in apertura, l’Università di Tor Vergata si conferma punto di riferimento per i trapianti d’organo grazie alla recente firma di un accordo di cooperazione internazionale. La convenzione, siglata tra l’ateneo romano, l’Università di Chieti-Pescara e l’Università medica statale di Tirana, mira a rafforzare la collaborazione tra Italia e Albania nel settore trapiantologico.

L’iniziativa si propone di sviluppare competenze comuni, migliorare l’accesso alle cure e consolidare la formazione sanitaria tra i due Paesi. Un passo avanti significativo che conferma il ruolo strategico di Tor Vergata nel panorama medico internazionale.

La firma della Convezione tra Università di Tor vergata e Università estere
Tor Vergata, la foto di rito dopo la firma della convenzione internazionale sui trapianti